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FOTOGRAFIA DIGITALE
VEDUTE
L'universo ci chiede di abitarlo, di osservarlo, di interagire con lui: ecco che lo sguardo si posa nel punto di congiunzione tra l'apparire e l'essere, creando la possibilità di un ponte sospeso tra queste due istanze.
Gli edifici, le strade, le stagioni, gli uomini sono saldati tra loro da innumerevoli fili invisibili, a volte annodati, altre spezzati. Il mio compito è quello di provare a riannodare tali fili, rivelarli, sanarli, restituire nuovi nodi a galassie altrimenti parallele che vivono in coabitazione coatta.
Il tempo quotidiano banalizza le esistenze, rendendoci smemorati nei riguardi dello spazio che occupiamo: superfici, monumenti, elementi naturali, soggetti ritrovano un loro ponderato equilibrio d'insieme sotto la capacità visiva di chi si pone in osservazione. E questi, il mediatore che sono, come un animista riformula pesi e misure azzerando l'iniquità tra mondo ordinario e forze soprannaturali: ritrovando quel respiro cosmico rigeneratore.
In fondo, se il globo terrestre non ha alcun senso, chi ci impedisce di inventarne uno?
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Selezione Opere dal 2008 al 2020






























